Rifugio Chabod


il rifugio riapre per la stagione sci alpinistica il 18 di marzo..fino al 8 maggio.....vi aspettiamo!

Estate

Bivacco Sberna Col Neyron m 3414

Difficoltà: F
Lasciato il Rifugio si oltrepassa l'edificio invernale e si prosegue nella medesima direzione risalendo dei pendii erbosi sulla sinistra sino a raggiungere una base morenica. Da qui si continua sino a portarsi alla base del ghiacciaio di Montandayné. Innalzarsi sul medesimo e percorrendo un ampio semicerchio raggiungere il pendio finale (a volte terreno misto) del col Neyron dove è posizionato il bivacco stesso.
Il bivacco e dotato di 6 posti letto.
Discesa dal Bivacco o per l'itinerario di salita oppure proseguire dallo stesso sulla cresta verso Nord-Ovest sino ad individuare un facile passaggio che supera la crepaccia terminale del ghiacciaio del GrandNeyron. Scendere sul ghiacciaio prima verso destra e dopo a sinistra sino a giungere in fondo allo stesso che termina nei pressi di Leviona Superiore.
Fattibile anche in primavera per lo sci d'alpinismo..

Bivacco Leonessa m 2910 dal Col Bonney

Difficoltà: AD
Lasciato il Rifugio si oltrepassa l'edificio invernale e si prosegue nella medesima direzione risalendo dei pendii erbosi sulla sinistra sino a raggiungere una base morenica. Da qui si continua sino a portarsi alla base del ghiacciaio di Montandayné. Innalzarsi sul medesimo e percorrendo un ampio semicerchio sino a raggiungere il pendio finale (a volte terreno misto) del col Neyron dove è posizionato il bivacco Sberna All'inizio del pendio finale che porta al bivacco e al colle del Gran Neyron risalire in diagonale il ripido pendio di sfasciumi sino a raggiungere il col Bonney m 3587 Per scendere sul ghiacciaio del Tsasset prendere il colle a destra alzato di alcuni metri e scendendo un ripido canalino raggiungere agevolmente lo stesso.
Discendere il ghiacciaio da prima al centro e in seguito spostarsi sulla sinistra sotto la cresta rocciosa che scende dall' Herbetet sino al suo termine. Da qui percorrere la morena sino ad arrivare al bivacco.
Dal bivacco si può proseguire sino ai Casolari dell'Herbetet m 2435 e scendere in Valmontey oppure attraversare al rifugio Sella.

Gran Paradiso Via Normale

Difficoltà: PD
La salita da questo versante presenta uno scenario più alpinistico visto l'ambiente che si attraversa e di conseguenza bisogna far più attenzione essendo il ghiacciaio del Laveciau più crepacciato rispetto alla classica salita dal Vittorio Emanuele.
Lasciato il rifugio si oltrepassa l'invernale e dopo una cinquantina di metri si piega a destra per un sentierino in piano che si snoda a mezza costa sino al raggiungimento della presa dell' acquedotto (a tratti visibile tubo nero). Proseguire sempre in piano, oltrepassare il corso d'acqua sino a prendere il crestone morenico sotto il Piccolo Paradiso. Percorrerlo integralmente in cresta sino ad arrivare alla base del ghiacciaio del Laveciau. m 3200 circa. Da qui prender quota in direzione della parete Nord-Ovest ,attraversare verso destra una gobba e portarsi sotto la base della cresta Nord-Ovest che scende dal Gran Paradiso.Quota m 3300 circa.
Proseguire prima in diagonale nel vallone glaciale , portarsi al centro del medesimo e risalirlo tenendosi a destra sino a raggiungere la "schiena d'asino" dove si interseca la traccia che sale dal Vittorio Emanuele m 3700.
Si prosegue piegando a sinistra verso il colle di Montcorvè e sempre a sinistra si risale il ripido pendio che dopo l'attraversamento della crepaccia terminale e il superamento delle facili roccette porta alla cima con la "Madonnina" del Gran Paradiso. Quota m 4061
Per la discesa percorrere lo stesso tracciato oppure alla "Schiena d'Asino" piegare a sinistra per il Vittorio Emanuele.
Quando si attraversa diagonalmente il vallone glaciale si può proseguire nella medesima direzione sino ad un colle a m 3300 circa. Da qui si può scendere al Vittorio Emanuele percorrendo la via (sovrastante il ghiacciaio del Gran Paradiso) che si faceva una volta per raggiungere la base della parete Nord-Ovest.

Gran Paradiso parete Nord-Ovest

Bellissima parete di ghiaccio, percorribile in tutta la sua ampiezza, con i suoi 600 metri di sviluppo a 45°-50° dalla terminale e una classica delle Nord.
Periodi consigliati da fine giugno a meta luglio a seconda delle condizioni e dall'affluenza.

Gran Paradiso cresta Nord-Est

Difficoltà: D-
Prima della terminale della parete Nord-Ovest portarsi sulla sinistra per superare la stessa e risalire il ghiacciaio sopra una zona rocciosa in direzione del colle del Piccolo Paradiso. Innalzarsi a seconda della ripidità del pendio sino alla cresta percorrerla sino ad uno spuntone roccioso m 3975, girare sul versante di Cogne che con alcuni passaggi di roccia ed un pendio di neve riporta sulla cresta. Percorrerla sovrastando la parete Nord-Ovest e di seguito con una cresta di roccia si arriva alla vetta.
Rientro per le vie normali dello Chabod o del Vittorio Emanuele.

Montandayne dal Colle Nord cresta sud

Difficoltà: AD+
Lasciato il Rifugio si oltrepassa l'edificio invernale e si prosegue nella medesima direzione risalendo dei pendii erbosi sulla sinistra sino a raggiungere una base morenica. Da qui si continua sino a portarsi alla base del ghiacciaio di Montandayné. Innalzarsi sul medesimo in direzione del colle di Montandayne. La prima parte della salita si effettua in diagonale verso destra, a metà altezza del pendio del colle portarsi tutto a sinistra, oltrepassare la crepaccia terminale e salire in direzione della parte più bassa del colle. Da qui portarsi sul versante di Cogne e percorrendo delle cenge con dei passaggi in roccia ci si porta sulla calotta ghiacciata della vetta.
Per la discesa percorrere la via normale che passa dal Col Bonney.

Montandayne dal Col Bonney

Difficoltà: AD
Lasciato il Rifugio si oltrepassa l'edificio invernale e si prosegue nella medesima direzione risalendo dei pendii erbosi sulla sinistra sino a raggiungere una base morenica. Da qui si continua sino a portarsi alla base del ghiacciaio di Montandayné. Innalzarsi sul medesimo e percorrendo un ampio semicerchio sino a raggiungere il pendio finale (a volte terreno misto) del col Neyron dove è posizionato il bivacco Sberna All'inizio del pendio finale che porta al bivacco Sberna ed il colle del Gran Neyron risalire in diagonale il ripido pendio di sfasciumi sino a raggiungere il col Bonney m 3587.
Per scendere sul ghiacciaio del Tsasset prendere il colle a destra e scendendo un ripido canalino raggiungere agevolmente lo stesso. Piegare verso destra e risalire il ghiacciaio in leggera pendenza sino a raggiungere la crepaccia terminale. Da qui risalire direttamente verso la cresta e superare la cornice di neve. In pochi minuti risalendo la calotta innevata si raggiunge la sommità m 3838. 
Discesa per il medesimo itinerario.

Herbetet cresta sud dal Col Bonney

Montagna poco frequentata dapprima su ghiacciaio per l'avvicinamento successivamente con arrampicata in rocciacon salita tra cenge e guglie ora sul versante di Valsavarenche ora sul versante di Cogne.
Per descrizioni dettagliate si rimanda alla guida dei Monti d'Italia Gran Paradiso.

Traversata Piccolo Grande Paradis

Si intende la traversata dal colle di Montandayné fino in cima al Gran Paradiso, che offre una delle cavalcate in cresta più interessanti e divertenti della zona; non è molto frequentata e questo fattore ne accresce la bellezza.
ITINERARIO; dal rifugio Chabod seguire il sentiero in direzione del vallone di Leviona e dopo una decina di minuti deviare a dx in direzione Becca di Montandayné (sentiero 5); in 1h 45 si arriva al ghiacciaio, da dove si punta al colle di Montandayné lungo pendii di ghiaccio (400 mt 45° max).
Se le condizioni del pendio nella parte bassa centrale non sono buone (possibile ghiaccio a tarda stagione) si può passare a dx (neve fino a tarda estate). Passare la crepaccia terminale a sinistra e su pendenze più sostenute si arriva al colle di Montandayné (3723 mt – 3 h -3,30 h dal rifugio) Seguire la facile cresta prima nevosa fino in cima alla prima torre ( Punta Vaccarone 3868 mt) dove in genere si riescono a togliere i ramponi.
Aggirando i vari torrioni e salendone alcuni (dove le difficoltà aumentano passare sul versante Cogne), con alcune corde doppie (attrezzate ) si giunge alla punta centrale ( P. Farrar – 3921 mt – 2 h dal colle)., e successivamente alla punta meridionale (P, Frassy -3923 mt).
In questo tratto la roccia è generalmente buona, e se trovate sfasciumi non siete sulla "retta via".
Dalla cima si scende prima per neve poi per facili rocce al colle del Piccolo Paradiso ( 3877 mt – 3 h dal colle) Facendo attenzione alle larghe cornici sul versante Cogne, raggiungere la cresta dove diventa più ripida, aggirando un evidente spuntone roccioso (q. 3975 mt) sul versante Cogne con facile arrampicata.
"Destreggiandosi al meglio sul filo di cresta (R. Chabod, Guida Monti d'Italia – G. Paradiso) si giunge in cima al Gran Paradiso (4061 mt- 4 h dal colle di Montandaynè, 7-8,30 h dal rifugio Chabod).
Difficoltà: di ordine classico, con pendii su neve a 40/45°, un breve passo di arrampicata di 3+ in traversata esposta, e brevi corde doppie (attrezzate) La cresta finale può essere delicata in presenza di ghiaccio:
Materiale: dotazione per sicurezza su ghiaccio, 2 friend (2/3) qualche mt, qualche fettuccia.
Informazioni: Guide Valsavarenche- Esprit Montagne
349 6649763
0165 95304
www.espritmontagne.comG.A Corrado Gontier 347 6026738
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